Abbandonare Le Convinzioni Limitanti Per Acquisire Nuove Consapevolezze

Le convinzioni limitanti non sono create dall’ignoranza, ma dall’illusione di sapere. La capacità di ammettere in maniera sincera la propria ignoranza è uno dei più grandi doni dell’esistenza umana.
Spesso veniamo condizionati dal presupposto che l’ignoranza sia intrinsecamente negativa. L’ignoranza non è uno status individuale ma significa semplicemente la mancanza di conoscenza o consapevolezza. La nostra capacità di ammettere l’ignoranza è una qualità unica dell’essere umano e ci consente di realizzare pienamente il potenziale per la manifestazione di qualcosa di nuovo.

Tutti noi non possiamo possedere tutte le risposte a tutto ciò che ci accade attorno. La capacità di comprendere e riconoscere la propria ignoranza ci offre l’opportunità di conoscere e di sapere di più. In assenza di conoscenza, le possibilità sono infinite. Quando pensiamo erroneamente di sapere tutto quello che c’è da sapere su un argomento perdiamo l’immaginazione e tutto ciò crea le premesse per una esistenza limitante. Tutto ciò perchè poniamo quei limiti a noi stessi e, inevitabilmente, si estendono al mondo e alle persone che ci circondano.

Come Liberarsi dall’Avidya

I 5 Klesha sono conosciuti per rappresentare le radici delle sofferenze umane. Il primo Klesha si chiama Avidya e condiziona i successivi Kelsha. La parola avidya si traduce in non-sapere o ignoranza. Vidya in sanscrito significa conoscenza, saggezza o chiarezza e il prefisso “a” è una negazione. Un concetto che comprende anche l’illusione confusa come realtà, la sofferenza come beatitudine e il non sé come sé. Nell’induismo, quando si parla di avidya, si intende scambiare ciò che è impermanente per permanente. Secondo il Maestro Zen, Thich Nhat Hanh “non è l’impermanenza che ci fa soffrire ma il pensare che le cose siano permanenti quando non lo sono”. La consapevolezza è il passo decisivo per eliminare questa sofferenza e questo limite.

Trovare il modo per acquisire la consapevolezza della propria mancanza di sapere è fondamentale come punto di partenza. La meditazione, ad esempio, è una pratica molto utile per comprendere i propri limiti, accettarli ed avviare il percorso per superarli. In un momento di pausa, c’è l’opportunità di riconoscere ciò che stai vivendo. Dobbiamo imparare a resistere alla necessità di cambiare o manipolare un’esperienza in modo tale che possa risultarci confortevole. Così spesso cerchiamo di plasmare un’emozione o una sensazione in qualcosa di più appetibile. Limitare il proprio ambito di conoscenza ci rende meno disposti ad imparare. La meditazione invece ci spiana la strada verso la comprensione e ci apre a nuove conoscenze che possono mettere in crisi delle precedenti convinzioni errate fino a superarle.

Nella cultura occidentale, siamo esposti a una vita basata sulla paura, dove ci viene insegnato a temere ciò che non capiamo. L’ignoto non va respinto ma può rappresentare un punto di partenza per crescere e migliorare. Tutti abbiamo dentro di noi il potere di liberarci dall’avidya per non cadere nella spirale o nel circolo vizioso dell’ignoranza inconsapevole. Tutti cerchiamo rapidamente la risposta a ciò che ci accade per cullare l’illusione di avere tutto sotto controllo. Esplorare posti nuovi e conoscere nuove persone provenienti da culture diverse non fa altro che ampliare le nostre visioni e abbattere alcuni schemi ideologici. Vedere fisicamente nuovi paesaggi e conoscere nuove culture ci aiuta ad abbattere i nostri limiti ed acquisire nuove consapevolezze.

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