Cos’è il Dharma?

Il Dharma è lo scopo unico che abbiamo nella nostra vita. È il processo attraverso il quale usiamo le abilità e le passioni per servire la tua comunità e il mondo. Il grande maestro indiano, Deepak Chopra, che ha fatto conoscere al mondo intero i benefici della meditazione consapevole, ha vissuto una fase di grande trasformazione personale attraverso la pratica quotidiana della meditazione e l’autoriflessione imparando (e insegnando) a vivere una vita più sana, più felice e più realizzata.
Ha insegnato ai suoi seguaci il potere dell’intenzione, esplorando i desideri più profondi per manifestare la vita che ognuno di noi vuole e desidera. La meditazione dovrebbe aiutarci a rispondere ad alcune domande esistenziali su chi siamo noi veramente, cosa vogliamo e a cosa possiamo servire. Ma ci insegna anche ad ascoltare, onestamente e con umiltà, i semi del desiderio che sono sorti mentre ponevamo queste domande. Chi medita chiede un’aggiunta di qualità nella propria vita per essere davvero più felice e più connesso con il mondo intero.
Una frase scritta nelle Upanishad, uno dei grandi testi indiani, recita:

Sei quello che è il tuo desiderio più profondo,
Com’è il tuo desiderio, così è il tuo intento,
Com’è il tuo intento, così è la tua volontà,
Com’è la tua volontà, così è la tua azione,
Com’è la tua azione, così è il tuo destino.

Tutti noi abbiamo un grande desiderio di amore, di connessione con gli altri. Man mano che cresciamo e ci evolviamo cambia anche il nostro scopo di vita. Le donne che diventano madri concentrano il proprio interesse sui propri figli, così come chi realizza una impresa concentra la propria attenzione sul lavoro e sugli obiettivi da raggiungere.

Come Adempiere al Proprio Dharma

Per poter abbracciare pienamente e comprendere a fondo il proprio Dharma spesso ci vogliono tanti anni. Occorre condurre un viaggio introspettivo anche per capire chi siamo e cosa vogliamo davvero. Un viaggio nel sé che la meditazione ci aiuta a fare senza alcun condizionamento esterno. Spesso lo scopo può sopraggiungere col tempo. Chi diventa genitore, istintivamente, diventa anche protettivo nei confronti dei figli che approcciano ad un mondo sofferente e pieno di insidie. Spesso il dharma si svolge nei momenti di servizio quotidiano ai nostri genitori o alle persone che sono un nostro punto di riferimento e ci guida all’amore e alla gratitudine. Mentre pensiamo al nostro scopo, pensiamo al ruolo che svolgiamo per la nostra famiglia, per la comunità e per il mondo. Tutti noi dovremmo chiederci: come posso servire? La risposta a questa domanda coincide proprio con il nostro Dharma.

Gli Equivoci Sul Concetto di Dharma

La parola “Dharma” è stata usata in modo improprio in India dagli ultimi 1.500 a 2.000 anni perché le persone hanno iniziato a usare Dharma nel senso di una religione o setta. Tuttavia, il Dharma è universale ed eterno. Il Dharma non è buddista, cristiano, indù, giainista, ebraico, musulmano, ecc. Queste sono tutte religioni o sette diverse. Nei tempi antichi, il Dharma comprendeva le leggi universali della natura, applicabili a tutti. Anche oggi ci imbattiamo nel Dharma usato in questo senso. Dharma non ha nulla a che fare con nessuna religione, ma significa la natura del fuoco. Come può il fuoco essere buddista, cristiano, indù, musulmano, parsi o sikh? Il fuoco è fuoco.
Allo stesso modo, il ghiaccio è ghiaccio. Il Dharma del ghiaccio è essere freddo e far raffreddare. Questa è la natura del ghiaccio, che è universale ed eterno. Allo stesso modo, quando una persona sviluppa negatività come rabbia, avversione, gelosia e animosità, prova sensazioni spiacevoli e diventa infelice. Né la negatività mentale né la miseria che ne deriva possono essere definite cristiane, induiste, buddiste o giainisti. Questa è la natura delle contaminazioni mentali: rendere infelici.

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