FELICITÀ: COME I NOSTRI GENI PERCEPISCONO QUELLA VERA

Il campo della psicologia positiva fa un passo indietro dopo le nuove scoperte sulla felicità ed i nostri geni. In passato i geni umani erano considerati stabili ed immutabili nel modo in cui influenzavano il nostro corpo. Ma ora che il genoma umano è stato mappato questa visione è radicalmente cambiata.

L’attività chimica dei geni legata alla felicità

L’attività chimica dei geni, conosciuta come espressione genetica, è alterata da diversi fattori. E’ altamente probabile che i geni siano fluidi e che l’espressione genetica di un individuo cambi a seconda dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti e del suo umore. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori dell’Università della California e del Nord Carolina.

Le persone che sono felici perché attribuiscono uno scopo ed un significato alla loro vita mostrano un’espressione genetica positiva nel loro sistema immunitario e combattono infiammazioni e virus. Questo tipo di felicità è stata soprannominata come “eudaimonia” dalla parola greca che indica felicità.

 

Felicità effimera

Esiste poi una felicità che dipende dal consumismo o da brevi momenti di estremo piacere ma queste persone si sentono tutt’altro che felici nella loro espressione genetica e questo è visibile in un sistema immunitario non forte, in una tendenza verso l’infiammazione ed una scarsa capacità di combattere i virus.

Questo tipo di felicità e stata soprannominata “edonistica” dalla parola greca con cui si indica il piacere. Entrambi questi tipi di benessere sembrano essere legati ad un alto livello di emozioni positive negli individui, anche se le espressioni genetiche sono differenti; possiamo prendere in giro noi stessi ma non i nostri geni.

 

Cosa ne pensavano gli Antichi 

Prima di questi studi sulla genetica, la tradizione Indiana delineava due percorsi di benessere: il percorso della saggezza ed il percorso del piacere definendo il secondo per sua natura inferiore. Aristotele è stato il primo pensatore occidentale a scavare nelle radici della felicità umana.

Per il filosofo una vita ben vissuta implicava il prodigarsi in azioni virtuose, che è un concetto che si avvicina molto al concetto di vivere una vita che abbia uno scopo e che sia ricca di significato.

 

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Un commento

  1. Nadia sturlese-
    3 gennaio 2019 at 20:46

    La gratitudine è la cosa più importante che abbiamo per sentirci circondati da e regia positiva. La gratitudine ci regala uno stato di infantile stupore di fronte alle cose, perché ne riscopriamo il valore, senza dare per scontato nulla. Più ci sentiamo grati e più ci arriveranno regali dell’ universo e un ritorno di energia rivitalizzante..grazie per il meraviglioso ciclo di meditazioni sulla Gratitudine. Namastè! ❤

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