I Falsi Miti Legati alla Pratica Della Meditazione

Esistono molti falsi miti che aleggiano sul mondo della meditazione. Parecchi sono convinti che questa pratica sia riservata solo a pochi privilegiati che riescono ad accedere a questa pratica ultraterrena, ricca di trappole filosofiche o mistiche. Fortunatamente, la comprensione più profonda del benessere mente-corpo e la demistificazione delle tradizioni di saggezza del mondo hanno aiutato a soffiare via questi schemi mentali e queste visioni obsolete della meditazione che la rendevano non alla portata del grande pubblico.

La meditazione, a differenza di quanto si è creduto per tanto tempo, è per tutti. È un processo e una pratica che è un diritto di nascita naturale e intrinseco che tutti portiamo dentro di noi. Quando i primi saggi e veggenti della remota antichità scoprirono la capacità di stabilizzare le loro menti, annunciarono una nuova era nell’umanità: l’attivazione della risposta di consapevolezza riposante del nostro corpo mente.

Mentre il corpo è orientato all’attività, la mente invece ha bisogno di trovare un proprio equilibrio stabile per vivere una vita serena. Il semplice atto di sedersi comodamente con gli occhi chiusi attiva il sistema nervoso parasimpatico. Ogni volta che l’input dei sensi viene bloccato, la mente comincia a proiettarsi verso il nostro io interiore. Come una tartaruga che si ritrae nelle sue membra, scollegare i nostri sensi permette alla mente di essere calma mentre contemporaneamente si espande in stati superiori di consapevolezza.

Ecco il motivo per cui la meditazione funziona per tutte le persone, sempre e ovunque. Poiché tutti condividiamo tratti comuni che fanno parte dell’esperienza umana, le pratiche metodiche della meditazione influenzano tutti gli esseri umani in modo simile attraverso il tempo e lo spazio. L’efficacia universale della meditazione, quindi, è un sottoprodotto delle leggi della natura che si applicano ugualmente a tutti noi. Allo stesso modo in cui la gravità si applica uniformemente a tutti gli esseri umani, indipendentemente dal sesso, dall’età o dall’origine nazionale, la pratica della meditazione apporta benefici a tutti, indistintamente. Per meditare non occorre un background di esperienza. Si tratta di un atto semplice e immediatoche non dipende dall’esperienza o da una forma di sapere superiore. Perfino un piccolo e semplice sforzo verso la consapevolezza spirituale è in grado di allontanare definitivamente le paure che ci attanagliano.

Il mondo della meditazione spesso riporta con l’immaginazione ad alcune figure iconiche come Krishna o come il maestro indiano Deepak Chopra. Se vogliamo comprendere come meditare correttamente e sfruttarne le grandi potenzialità, dobbiamo imparare da questi grandi maestri ben sapendo che non ci sono cattivi meditatori, solo modi meno efficaci per imparare. Poiché la meditazione è un’abilità unica, è logico apprendere a fondo sia la teoria che l’esperienza, dedicando del tempo ad apprendere una pratica da una fonte di alta qualità come un libro, un programma online come il Corso Master di meditazione del suono primordiale di Chopra Global, oppure un’app di meditazione che ci guiderà verso questo percorso.

Non Crearsi Aspettative e Non Giudicare

Non bisogna mai delegare alla pratica della meditazione delle aspettative esagerate, altrimenti saremo destinati a fallire. La meditazione è sempre curativa e la tua mente-corpo prende esattamente ciò di cui ha bisogno dalla tua pratica. Il modo più rapido per fallire nella meditazione è avere aspettative su una pratica che, per sua stessa natura, è destinata ad abbracciare l’incertezza, l’imprevedibilità e l’ignoto.

Finché ti aggrappi a un’idea particolare di ciò che “dovrebbe” accadere durante la meditazione, penserai costantemente a te stesso come un fallimento ogni volta che le tue esperienze non corrispondono alle tue aspettative. Liberati dal peso della valutazione e dell’auto-giudizio e riconoscerai che ogni meditazione è unica e raggiunge sempre il proprio obiettivo, a prescindere da ogni valutazione.

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