Meditazione e Pianto: Ecco Come Eliminare Le Energie Negative

Non sono poche le persone che durante la fase di meditazione iniziano a piangere. Le origini di questa commozione o di questa espressione di dolore, possono essere varie e non tutte riconducibili ad un’unica ragione. La meditazione ci mette davanti ad uno specchio e ci invita a confrontarci con noi stessi, con le nostre paure, con le nostre emozioni, con quello che siamo e che vorremmo diventare. Sono sensazioni durante la meditazione di cui abbiamo già parlato in precedenza ma che è bene approfondire ancora.

Gli attacchi di pianto rivelano la presenza di una sorta di riserva di tristezza o la presenza di questioni ancora irrisolte che andrebbero affrontate. La meditazione è un’opportunità che ci consente di testare le nostre emozioni e di viverle in maniera profonda senza filtri e senza freni inibitori. Ma poiché esiste un tale arretrato di dolore, il suo rilascio non può essere limitato al periodo di meditazione. Spesso questa tristezza è presente nel corso di tutta la giornata, condiziona la nostra vita e qualche volta ci paralizza e non ci consente di fare ciò che desideriamo. Non sono poche le persone che arrivano addirittura a piangere mentre sognano o mentre fanno un incubo.

La prima cosa da capire è che si tratta di questioni pregresse che necessitano solo del tempo giusto e della pazienza per risolversi. Occorre anche un adeguato riposo della meditazione per liberarsi da tutte le angosce che ci atterriscono. Non dobbiamo passare neanche un solo momento a cercare di capire cosa sta causando questo o quale connessione ha con la nostra vita attuale, perché molto probabilmente non ha alcuna connessione.

Ciò significa che puoi, in un certo senso, lasciare che il pianto vada e venga senza opporre resistenza. Una volta che sappiamo che il pianto non è qualcosa che ci deve preoccupare, possiamo cercare di comprendere ed analizzare le ragioni della nostra tristezza.

L’altra cosa che potrebbe essere un fattore che causa questo pianto potrebbe essere un mancato sfogo, una emozione repressa oppure qualcuno o qualcosa che ci opprime e che non ci rende liberi. Quindi, se vogliamo sfogarci veramente con un pianto liberatorio che ci consenta di liberare tutte le energie negative, possiamo emettere toni o suoni udibili che risuonano con ciò che sentiamo dentro. Possiamo mantenere i toni o cambiarli in qualsiasi modo in base alla qualità emotiva del nostro corpo che vuole liberarsi dalle negatività. Questo tono faciliterà notevolmente il processo di schiarimento e dovrebbe ridurre anche il numero di episodi di pianto. E una volta che la maggior parte del vecchio trauma sarà guarita, il pianto si fermerà e pian piano riusciremo a smaltire l’infelicità che alberga nel nostro animo.

La meditazione consapevole può essere dunque trasformata in un’arma preziosa per liberarci dalle energie negative. Con la meditazione riusciamo a ripulire la nostra anima, a tirare fuori il peggio che abbiamo dentro, per lasciare interiormente solo un senso di pace e di appagamento. Non dobbiamo aver paura di piangere e di esprimere tutto il nostro disagio, soprattutto quando ci confrontiamo con noi stessi. Più reprimiamo le nostre emozioni negative e più si ingigantiscono e condizionano le nostre giornate. Impariamo, anche attraverso la meditazione, a ripulire il nostro inconscio e a non aver paura di ammettere i nostri limiti e le nostre frustrazioni. Solo così ci avvieremo verso un percorso di vera liberazione, per tornare a vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda.

Un commento

  1. Sandra Maria Goffredo-
    3 Novembre 2021 at 10:22

    A me è succesdo proprio ieri durante la meditazione di sentire le lacrime che affioravano. Erano lacrime di gratitudine perche nel mio cuore c’era una grande gioia e pienezza senza alcun motivo apparente. Namaste’

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