Orgoglio e Meditazione: Ecco Cosa Hanno In Comune

L’Orgoglio può essere quella sensazione di serenità e di benessere è proprio ciò che si prova quando si pratica la meditazione consapevole. Un viaggio intimo dentro il nostro io per vivere in maniera più autentica e piena. Un viaggio nel sé per trovare la liberazione. Questo è esattamente ciò che di trova al centro di ogni viaggio di guarigione.

Potrebbe non essere chiaro in anticipo che la liberazione è l’obiettivo finale di queste pratiche perché ci è stata data una versione spesso alterata. In Occidente in particolare, quando guardiamo all'”industria del benessere”, sembra che molte persone abbiano dimenticato cosa c’è al centro di queste antiche pratiche di guarigione. Queste pratiche di guarigione sono state adottate dall’umanità per secoli, incluso lo yoga e la meditazione, tuttavia, il mondo occidentale ha diluito la pratica e l’ha modellata in qualcosa di più digeribile e, in definitiva, più “vendibile”. Quando la pratica degli “asana” viene glorificata, ci porta a credere che la pratica fisica sia tutto ciò che è lo yoga. Attraverso la pratica continua dello yoga, arriviamo a capire che l’asana sta semplicemente grattando la superficie della trasformazione. La pratica delle asana non è l’unica responsabile della liberazione che cerchiamo allo stesso modo in cui una parata dell’orgoglio non è l’unica responsabile della liberazione delle comunità queer e trans.

In tanti prima di noi hanno condotto delle battaglie cruente per vedersi riconosciuto il diritto di essere come si è. Nonostante decenni di lotte e di manifestazioni, le libertà vengono imprigionate e represse in tutti i modi in tantissime latitudini del mondo. Spesso vengono negate in maniera manifesta, in altri paesi evoluti vengono negate in maniera molto più subdola. Queste comunità hanno subito spesso attacchi a livello mondiale per decenni. Di pari passo con queste negazioni arrivano persone coraggiose che vivono la loro verità e si sollevano per combattere per la liberazione, non solo per sè stessi ma per le loro comunità. Semplicemente mostrarsi con autenticità è un atto di resistenza, coraggio e resilienza.

Tutti noi dovremmo prenderci un momento per pensare e maturare la convinzione di quanto siamo realmente “orgoglioso di noi stessi”. Quali sentimenti sorgono quando pronunciamo la frase “orgoglio”? Orgoglio fa rima con gioia, euforia, gratitudine, eccitazione o amore. Tutte queste qualità sono percepite e incarnate a un livello oltre il fisico. Allo stesso modo, l’orgoglio è più profondo di quanto qualsiasi parata potrebbe catturare perché è il culmine di momenti di resistenza e rifiuto di essere qualcosa di diverso da quello che siamo. È meno uno spettacolo e più un’incarnazione dell’autenticità.

Il Significato dell’Orgoglio

Quando pronunciamo la frase “Sono orgoglioso di te” a noi stessi o a chiunque altro, incarniamo amore e rispetto per la persona e quella comunità. “Sono orgoglioso di te” ha un peso, significa che ti vedo, ti onoro, ti amo. Questo è ciò che offriamo a noi stessi quando incarniamo la liberazione, questo è ciò che offriamo alle comunità quando incarniamo l’orgoglio. L’orgoglio è la celebrazione della capacità di vedere ed essere visti, di essere liberi nell’espressione e liberati da tutti gli schemi mentali che vorrebbero sopprimere il modo di essere degli altri.

L’intento dell’orgoglio non è molto diverso dall’intenzione per cui molte persone si avventurano nel viaggio verso la meditazione consapevole e le altre pratiche meditative. Alla radice di ogni celebrazione dell’orgoglio c’è la liberazione, la stessa liberazione che cerchiamo quando entriamo nella pratica di guarigione.

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