Riposare nel sé è l’obiettivo finale del nostro viaggio spirituale. Fermare il mondo è l’intera arte della meditazione. E vivere il momento è vivere nell’eternità. Assaporare il momento senza idea, senza mente, è assaporare l’immortalità. Quando meditiamo ci risvegliano da ciò che non siamo nello stato che chiamiamo coscienza di unità, dove ritorna la memoria dell’interezza. In quel momento non esiste separazione a nessun livello: non esisto io, non esistono gli altri. Uno stato di pura gioia, pura beatitudine, alla ricerca dell’abbondanza. L’Ashtavakra Gita dice: “Pensieri come io sono questo o non sono questo diventano deboli per lo yogi che è diventato silenzioso, conoscendo tutto come il Sé”.

La cosa positiva è che siamo già tutti il sè illimitato. Questo è ciò che siamo veramente. Lo abbiamo intravisto quando, per un momento, usciamo dal mondo dei limiti. Forse guardiamo un bel tramonto e per un istante ci immergiamo nell’esperienza, oppure incontriamo il nostro bambino o nipote per la prima volta e il nostro cuore esplode di gioia.

Purtroppo, la cattiva notizia è che abbiamo dimenticato il nostro sé e viviamo le nostre vite come il sé limitato. Dimentichiamo perché permettiamo a noi stessi di essere distratti, attaccandoci al mondo materiale con tutto il suo caos, la confusione, i dubbi e le paure. Il nostro vero sé viene nascosto sotto strati di condizionamento che rendono la nostra vita molto più complicata di quello che potrebbe essere se avessimo le giuste consapevolezze.

Ciò è illustrato dalla storia vera di un tempio in Thailandia dove per anni le persone hanno adorato quella che pensavano fosse una statua di argilla del Buddha. Un giorno, per puro caso, uno degli operai che stava pulendo la statua scoprì che sotto centimetri di argilla strettamente imballata, la statua era in realtà d’oro massiccio. Secoli prima, per proteggerlo da saccheggiatori e invasori, i buddisti avevano ricoperto di argilla il Buddha d’oro. Nessuno di coloro che conoscevano la sua vera forma è sopravvissuto all’invasione e all’assalto. Quindi, tutti gli adoratori da allora in poi presumevano che l’immagine fosse una di argilla, fino al giorno, centinaia di anni dopo, in cui fu scoperto il nucleo d’oro puro. Il nostro viaggio spirituale non riguarda l’apprendimento di qualcosa di nuovo. È solo questione di pulire e lucidare ciò che è già lì, per riscoprire la nostra vera natura essenziale senza la distorsione della mente.

Riposare nel sé è lo stato a cui i Veda si riferiscono come nel mondo ma non del mondo. E’ un modo per riappropriarsi di sé stessi, di comprendere a fondo di avere un corpo sia individuale che universale. L’intero universo è il tuo corpo e tutto ciò che contiene è la tua proiezione. Ti rendi conto che non solo sei il giocatore di ruolo in mezzo a tutti i ruoli, ma sei in grado di giocare anche tutti gli altri ruoli. I Veda ci dicono che senza la conoscenza del sé, nulla può essere veramente conosciuto. Potremmo dire di vedere qualcosa, di apprezzare ciò che ci circonda, ma se non abbiamo contezza di cosa sia l ‘”io”, come possiamo conoscere quello che ci circonda?

Il Riposo Nel Sè Fa Realizzare Immediatamente Tutti I Nostri Desideri

Quando riusciamo finalmente a conoscere noi stessi, la nostra mente si armonizza con la mente cosmica, portando all’esperienza nota come Ritambhara Pragya e alla realizzazione spontanea del desiderio. Poiché siamo l’universo, tutti i nostri desideri si manifestano immediatamente.

Per fare un esempio immaginiamo di avere voglia di mangiare una pizza. E allora si reca presso un ristorante per comprarne una. Il desiderio è stato esaudito ma ci è voluto un certo sforzo. Una persona più evoluta potrebbe avere lo stesso desiderio e un amico si presenta alla porta con una pizza. Il desiderio viene soddisfatto con molto meno sforzo. Tuttavia, nell’istante in cui la persona che riposa nel sé ha un pensiero più debole di ciò che desidera perchè possiede la totale esperienza sensoriale di mangiare una pizza. Ecco perchè non abbiamo bisogno di una pizza perchè la nostra pizza in realtà siamo noi stessi. Quando riposiamo nel sé, il divino si manifesta perfettamente attraverso di noi in ogni secondo. Irradiamo illuminazione divina. Questa è la liberazione in un corpo fisico. Tutto il karma è annullato, risplendiamo nella nostra stessa gloria, liberi dal ciclo di nascita e morte. Possiamo vedere senza occhi, udire senza orecchie perchè il nostro universo si è espanso oltre l’ego ristretto dei nostri desideri e delle nostre emozioni.

 

2 Commenti

  1. Pamela Preschern-
    17 Luglio 2021 at 11:56

    Sembra manchi qualche parola nella frase. Comunque credo intenda dire che se si è pienamente presenti con sé stessi è sufficiente immaginare di mangiare una pizza per provare piacere e esser soddisfatti come se la si fosse mangiata.

  2. Germana Calaciura-
    16 Luglio 2021 at 16:15

    Buon pomeriggio potete aiutarmi a capire meglio la parte che dice… “Tuttavia, nell’istante in cui la persona che riposa nel sé ha un pensiero più debole di ciò che desidera perchè possiede la totale esperienza sensoriale di mangiare una pizza. Ecco perchè non abbiamo bisogno di una pizza perchè la nostra pizza in realtà siamo noi stessi”….

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